Sempre più spesso l’assemblaggio di diversi elementi è realizzato da macchinari che automatizzano e di conseguenza velocizzano e standardizzano la produzione. Le macchine assemblatrici delle catene di montaggio o comunque i macchinari per la produzione industriale, altamente automatizzata, sono oggi strumenti irrinunciabili in innumerevoli settori.
Alle macchine, spesso controllate da pochi operatori altamente specializzati, è affidato oggi un lavoro continuo e in molti casi complesso, che queste svolgono con efficienza assicurando standard di qualità elevati e costanti e tempi di produzione rapidi. Ci possono però essere dei problemi che fanno calare la produzione, influiscono negativamente sui tempi, aumentano la quantità degli scarti e abbassano la qualità media dei prodotti, oltre a mettere in alcuni casi anche a rischio la salute dei lavoratori. Come è ovvio questi problemi vanno identificati e risolti in modo tempestivo ed efficace. Tra le criticità che vanno senza dubbio monitorate c’è la possibile formazione di cariche elettrostatiche non desiderate.
Macchine assemblatrici e cariche elettrostatiche
I macchinari impiegati nei processi produttivi altamente automatizzati spesso hanno parti in movimento che lavorano a velocità molto elevate e possono di conseguenza creare attrito, tra loro e con gli elementi con cui vengono in contatto, come i diversi materiali da lavorare e assemblare. Il continuo movimento, in particolare se in presenza di materiali plastici, metallici, ma anche di polveri o liquidi può causare delle cariche, positive o negative su elementi che generalmente hanno invece una carica neutra. Questo può generare scariche elettrostatiche. Le piccole scosse non solo possono essere fastidiose, ma potenzialmente anche molto pericolose, visto che in alcuni ambienti di produzione potrebbero innescare incendi o addirittura delle esplosioni.
La presenza di cariche elettrostatiche inoltre può causare rallentamenti o blocchi dei macchinari, può attirare polvere o altre minuscole particelle sulle superfici dei prodotti, abbassandone di conseguenza la qualità e generare varie altre problematiche da non sottovalutare assolutamente.
Come eliminare le cariche elettrostatiche
Per eliminare le cariche elettrostatiche dai macchinari così come leggiamo nel blog di barreantistatiche.it,si possono usare apposite barre, dette ionizzanti, che creano una grande quantità di ioni positivi e negativi che al contatto con elementi caricati elettricamente ne annullano la carica. Quando una superficie con carica positiva o negativa che sia, entra in contatto con la nube di ioni, viene neutralizzata.
L’accumulo di cariche elettrostatiche come abbiamo visto è un fenomeno comune nei processi di lavorazione di vari materiali, come la plastica, la carta e altri materiali neutri che si polarizzano quando vengono lavorati a velocità elevate. L’accumulo di cariche elettrostatiche causa diversi problemi alle aziende: come rallentamenti o interruzioni nei processi di produzione, una diminuzione della qualità dei prodotti finiti, problemi di sicurezza per gli operatori, ecc.
L’energia statica però in alcune lavorazioni è molto utile, anzi indispensabile. Generando cariche elettrostatiche, ad esempio, i materiali aderiscono temporaneamente ai nastri trasportatori, senza dover usare specifici prodotti collanti o soluzioni meccaniche. Per questo motivo esistono sia strumenti per neutralizzare le cariche elettrostatiche, che soluzioni per generarle. L’importante è sempre avere sotto controllo la situazione, gestendola in base alle proprie specifiche esigenze produttive.